
Depressione e Autostima - Uno stress non superato e mantenuto nel tempo porta inevitabilmente ad uno stato ansioso. La lotta contro l’ansia senza riuscire a vincerla porta a sentirsi demoralizzati e a dubitare ulteriormente delle proprie capacità. Si perde l’autostima e si aprono le porte alla depressione.
Nelle prime e generali fasi della depressione l’organismo si “rifiuta” di continuare a vivere in uno stato di costante ansia, e porta le persone a sentirsi sempre stanche e incapaci di affrontare anche i piccoli impegni di una vita normale. Ci si rifugia nel sonno per evitare di pensare, ci si chiude ancora di più in se stessi così non si devono affrontare i problemi. Le alterazioni metaboliche producono una vera e propria malattia.
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Il circolo vizioso si rafforza ulteriormente e rischia di chiudersi definitivamente in risposta ad una esigenza basilare dell’essere umano.
L’esigenza di avere l’attenzione e l’affetto delle persone care.
Questa attenzione, che non può essere ottenuta in modo salutare, viene ottenuta attraverso la compassione nei confronti della malattia.
Tutti noi abbiamo bisogno di riconoscimento e lo possiamo ottenere grazie ai nostri piccoli e grandi successi, in modo naturale e salutare. La persona depressa non ha “risultati positivi” da “mostrare” per ottenere riconoscimento e attenzioni; dal disagio di questa carenza si può passare ad una inconscia compensazione nella quale la persona ottiene attenzioni “grazie” alla depressione, alla sua malattia e senza quindi il bisogno di mettersi in gioco.
Questo può diventare un gioco perverso che il nostro inconscio accetta e ci forza a mantenere perché uscirne vuol dire rischiare di perdere le attenzioni gratuite e di doversele guadagnare. E la prima domanda che una persona con scarsa autostima, ansiosa e depressa si farà è: “E se non ci riesco?”
Uno dei pregiudizi più inefficaci (anche se spesso utilizzato in buona fede) è quello di credere che basti la buona volontà per uscire dalla depressione, dimenticando che la forza di volontà implica l’uso di energia mentale che spesso è carente nella persona depressa.
Non abbiamo l’intenzione di entrare in merito alle cure per la depressione, vorremmo solo sottolineare come stia sempre più diventando efficace la cosiddetta Terapia Cognitiva Comportamentale.
Le persone che soffrono di depressione tendono ad essere ipercritiche verso se stesse e ad avere una visione particolarmente negativa della vita. Provano un vero dolore di vivere che impedisce loro di godere anche delle piccole cose. Lo spronare queste persone a reagire le fa sentire ancora più in colpa e inadeguate. L’autostima scende ai minimi termini.
La Terapia Cognitiva Comportamentale ritiene che la persona depressa si sia creata un suo particolare modo di vedere il mondo e se stessa, e su quello lavora, cercando di aiutare il paziente depresso a rapportarsi meglio.
Facendogli scoprire cosa sono i pensieri automatici negativi, aiutandolo a comprenderli e a sostituirli con pensieri più realistici. Lavorando sulle credenze limitanti per accettarne l’esistenza ma stimolando la creazione di credenze positive.
In questo tipo di approccio autostima.eu si riconosce.
Perché se è vero che una buona ed equilibrata autostima agisce come una specie di “vaccino” contro stress, ansia e depressione, è altrettanto vero che alcuni eventi della vita possono portare ad una crisi di autostima.
Allora forse sarebbe meglio non aspettare che la carenza di autostima apra le porte a disturbi più gravi che si possono trasformare in vere e proprie malattie.
Si potrebbe agire subito e lavorare sulla propria autostima per mantenerla sempre, qualunque cosa accada, a livelli di sicurezza.
C’è bisogno di questa attenzione e di questo lavoro sulla propria autostima?
Se si pensa che circa 12 milioni di italiani soffrono di disturbi d’ ansia o di depressione, forse è il caso che incominciamo a fare una buona prevenzione.
Dicono che prevenire sia meglio che curare. Dicono bene.
Quindi attenzione alla nostra autostima!