Stress

Stress e Autostima - Oggi sentiamo sempre più ripetere frasi del tipo “sono proprio stressato
È stressato il collega di lavoro; il capoufficio poi vive nello stress.
Lo stress lavorativo sembra faccia sempre più numerose vittime.

Ci sono genitori stressati e figli in preda allo stress.

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C’è lo stress dell’automobilista bloccato in tangenziale, lo stress della coda al supermercato, lo stress dei conti e dei soldi che non bastano mai, lo stress della noia e dell’assenza di stimoli.

Sembra che nessuna categoria umana sia immune dallo stress.

Ma c’è anche chi ne parla bene. Stress positivo, un fenomeno che, se gestito in modo appropriato, non solo ci consente di crescere e aumentare i nostri confini, ma è la chiara espressione che siamo vivi!

Infatti quello che definiamo stress altro non è che la reazione naturale a certi eventi della vita, situazioni che capitano a tutti: un esame, un colloquio di lavoro, un nuovo incontro, una nuova relazione; fino ad arrivare a eventi più “pesanti” quali delusioni, insuccessi, perdite, lutti, terremoti, tragedie mondiali.

Quello che chiamiamo stress quindi è la reazione dell’essere umano a questi eventi, prima con un allarme che attiva una parte del nostro cervello a rilasciare particolari sostanze che ci preparano ad affrontare, con più attenzione, lo stimolo; poi con la reazione pratica allo stimolo stesso ed infine col superamento dell’evento che ha portato lo stress ed il ritorno alla normalità.

Ma le ultime scoperte scientifiche hanno chiaramente dimostrato che le emozioni sono profondamente coinvolte in questa catena di reazioni.

Se è quindi logico aspettarsi una reazione simile a stimoli stressanti generali come per esempio un’alluvione, è altrettanto logico pensare che a eventi stressanti più specifici, la reazione possa variare molto da individuo a individuo. Perché?

Nel caso di una alluvione, non c’è tanto a cui pensare, si tratta di vita o di morte e il nostro innato senso di sopravvivenza ci porterà a reagire a questo stress in modo immediato e simile: si scappa cercando di proteggersi.

Negli altri casi più specifici e meno immediati, la struttura psichica del singolo individuo lo porterà a reagire in un modo diverso. Per es. il suono della sirena di una nave che parte potrebbe non creare nessuna reazione, potrebbe ricollegarsi ad una piacevole crociera che abbiamo fatto e stimolare un sorriso, potrebbe ricordarci invece la partenza e il distacco da una persona cara e quindi stimolare la reazione di stress.

Non si parla più di stress Stress - Reazione reazione
Ma di stress Stress - Emozione Correlata emozione correlata Emozione Correlata - Reazione reazione

In tutto ciò cosa centra l’ Autostima? Centra ed è molto importante.

Un esempio molto chiaro: devo affrontare un colloquio per un nuovo lavoro a cui tengo molto.
Se la mia autostima sta bene è ovvio che questo colloquio mi creerà un po’ di stress, e benvenga.
Infatti la reazione del mio cervello sarà quella di attivare specifici organi che aumentano la mia attenzione, la mia capacità di concentrazione e di memoria. Sto vivendo quindi la parte “utile” dello stress, anche perché la mia autostima mi porta a vedere questo nuovo colloquio come una sfida, una opportunità per raggiungere quello che desidero: un nuovo e più interessante lavoro.

Ma se la mia autostima non è forte, se non ho sufficiente fiducia in me stesso e nelle mie capacità, lo stress sarà vissuto non in modo positivo, ma come fonte d’ ansia.

E questa ansia sarà addirittura in grado di alterare le mie risposte fisiologiche allo stress, che da potenzianti (maggior concentrazione) possono diventare opposte (minor attenzione, scarsa capacità di concentrazione etc) perché l’organismo non è in grado di “reggere” a lungo il suo “supporto” che finirà, inevitabilmente, con l’esaurirsi.

Se la mia autostima è bassa e non credo nelle mie capacità, lo stimolo stressante non solo è in grado di scatenare l’ ansia, ma può portarmi ad una reazione di fuga. Troverò una buona scusa per non presentarmi al colloquio di lavoro. Così facendo non solo perdo una opportunità, ma aumenterò il mio stato ansioso, e gli inevitabili sensi di colpa incideranno negativamente sulla mia già fragile autostima.

Nonostante questo, lo stress non dovrebbe avere la connotazione negativa che molti gli danno. Viviamo in una società in cui lo stress è uno stimolo normale, non può essere evitato.
E una giusta e modulata reazione allo stress, che porta a superare il problema che ha causato lo stress stesso, è utile per adattarsi e imparare ad affrontare la vita e le sue evoluzioni.

Ma se questa risposta non è equilibrata, lo stress gestito male può portare a malattie vere e proprie.
Questo succede specialmente quando in qualche modo la normale reazione allo stimolo stressante viene bloccata o viene mantenuta per troppo tempo.
L’assenza o la carenza o il protrarsi della risposta possono sfociare in disturbi quali ansia, attacchi di panico, depressione.

E vorremmo concludere con un tipo di stress non ancora studiato a fondo ma che ci interessa particolarmente in quanto collegato all’importanza di crescere la propria autostima attraverso esperienze dirette.

Viene definito stress acuto da inibizione cronica della risposta.
Succede a quelle persone che hanno avuto genitori iperprotettivi, persone che si definiscono “cresciute nella bambagia”.
O persone che si sono organizzate una vita “tranquilla” eliminando ogni fonte di stress, evitando di prendere decisioni, di fare delle scelte.

Ma come dicevamo prima, la vita contemporanea prevede situazioni di stress e non c’è modo di evitarle tutte.
Queste persone autoprotette o iperprotette si troveranno prima o poi a dover affrontare comunque degli stimoli che portano stress, ma non saranno in grado di superarli in modo naturale ed efficace perché la loro normale risposta è stata inibita. Hanno disimparato o non hanno mai imparato a rispondere allo stress. Ma prima o poi dovranno farlo se non vogliono aprire le porte ad uno situazione ancora più pericolosa: l’ Ansia.